“Minore è la distanza fra il cuoco e il punto del raccolto
e migliore è il gusto”
(D.McKinlay - Ps. Non Dimenticare Parigi)
Junio ha forte mal di gola.
Io e il padre lo troviamo che fa i gargarismi con la mia sambuca, e secondo la tradizione nel bicchierino ci ha messo anche 3 chicchi di caffè!
Chiediamo lumi e lapidario ci risponde che ha finito il Benagol.
#maiunagioia
Una tra le cose più difficili da fotografare sono le olive nel barattolo, quel maledetto riflesso presente in tutte (e dico tutte) le foto fatte è stata anche causa di un gran bel litigio con l’inossidabile De Win che è stato accusato di avere le mani cionche e non sapermi tenere a modino i pannelli.
Comunque foto a parte queste olive nascono dal fortuito incontro in ascensore dei De Win con il vicino di casa che trasportava delle casse di olive meravigliose appena raccolte. Forse si è accorto che davanti a tanta bellezza ho messo gli occhi a cuoricino e ce ne ha regalate 5 kg.
Portato a casa il prezioso bottino la prima domanda è stata “e adesso?” Per fortuna che ci è venuto in soccorso Ennio, un caro amico nonché collega di Marco che ci ha dato la ricetta di come le prepara lui in quel di Sonnino e ci ha seguito passo passo nella nostra preparazione.
La ricetta dell’olive all’acqua è un’antica ricetta povera della tradizione contadina di Sonnino (Latina), ma so che è presente anche in molte altre zone del sud Italia. La tradizione vorrebbe acqua di pozzo per fare la salamoia e damigiane dove mettere le olive, noi ovviamente per esigenze di copione dobbiamo adattarci con bottiglie, barattoli e acqua del rubinetto.
Fine della prima puntata.
Per la seconda puntata ci rileggiamo a Luglio quando finalmente i barattoli potranno essere aperti e le olive, di cui io sono drogata, gustate.
Forse non tutti sanno che… olive verdi o nere?