C’è panino e panino, ma non sempre c’è la fantasia di sapere con cosa imbottirlo. Diciamocelo chiaramente: un panino ben fatto non è solo un comfort food, simbolo dei pic nic e delle gite fuori porta, ma è una gustosa opera d’arte che coccola tutti i 5 sensi.
Un panino non solo è l’emblema del cibo da strada, è inoltre una forte espressione delle tradizioni gastronomiche locali sia nazionali che estere (basti pensare al panino con il lampredotto, alla piadina, al panino con la porchetta, al pane c’a meusa, ma anche le tortillas, il kebab, il garlic bread, lo smorrebread e così via). Protagonista indiscusso di un buon panino è il pane, pane di ottima qualità che deve variare a seconda della sua imbottitura affinché si possano esaltare vicendevolmente.
Quello in foto è un Signor panino che al palato, vi assicuro, regala la massima soddisfazione. Nato dalla necessità di riciclare le ultime fette di un pane casereccio toscano, quello sciapo, buono da morire, e una fetta di
frittata alle zucchine e cipolle avanzata dalla cena della sera prima, il tutto arricchito da un buon formaggio locale e da qualche fogliolina di insalata.
Forse non tutti sanno che... le origini del panino