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giovedì 23 luglio 2026

Spaghetti alla Chitarra al Sugo Antico



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Anche se fa terribilmente caldo, ci sono giorni in cui si ha voglia di abbandonare frutta e insalate per coccolarsi con un generoso piatto di pasta condito con un buon sugo “ignorante”. Proprio come è successo domenica a casa nostra, quando la sveglia è stata puntata all’alba per godere delle ore di fresco e approfittarne per mettere sul fuoco un profumato ragù.
Il “sugo antico” è una ricetta della tradizione della cucina chiancianese e del monte Amiata. Come pasta vorrebbe i classici rigatoni, io però dalla Toscana sono saltata in Abruzzo avendo in casa una confezione di spaghetti alla chitarra che aspettavano di maritarsi con un sugo “importante” per
un primo piatto molto ricco e saporito, che vista la stagione ho servito come piatto unico per poi passare subito al dessert.

Forse non tutti sanno che... spaghetti alla chitarra

domenica 24 maggio 2026

Salvia Fritta

Salvia Fritta

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La prima volta che ho assaggiato la salvia fritta è stato al battesimo di Junio ben 13 anni fa! Ci fu servita come aperitivo e per me fu una vera e propria scoperta. Ho scoperto poi che la salvia fritta è una delle tante specialità della cucina Toscana, si prepara velocemente ed è ottima servita come aperitivo o come antipasto accompagnandola ai rinomati salumi e pecorini toscani. In alternativa all’acqua frizzante potete utilizzare la birra, l’anidride carbonica favorirà una frittura più leggera e croccante.

Forse non tutti sanno che… Salvia fritta

martedì 14 aprile 2026

Pasta e Ceci alla Toscana

Pasta e Ceci alla Toscana

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… qualche riga su cui riflettere …
"Una buona minestra ha la semplice gentilezza della condivisione, 
riempie armoniosamente il piatto 
come un gesto disegnato nell’aria con dolcezza"
(S.Agnello Hornby e M.R.Lazzati, La cucina del buon gusto)

Junio è tornato da scuola una maceria: "Mamma ci vorrebbe una torta latte e miele…"
Io: "Latte e miele?!"
Lui: "Sì una torta calda latte e miele che fa bene alla gola…"
…ecco …
#maiunagioia

Malgrado siamo ad Aprile inoltrato, qui da me il freddo è ancora pungente. Pertanto a cena una buona zuppa che scalda il corpo e l’anima ci sta tutta. Quella che vi propongo oggi è la pasta e ceci fatta però nella versione “toscana” con il nostro rigatino (ovvero la pancetta tesa) e il nostro olio bòno. La ricetta originale Toscana vorrebbe le tagliatelle spezzettate, io ho invece utilizzato della sfiziosa pasta mista che avevo acquistato qualche tempo fa per la pasta e patate.
Pasta e ceci, una ricetta antichissima, una ricetta “umile” contadina, quando c’era bisogno di piatti corroboranti preparati seguendo la stagionalità e quello che offriva la dispensa delle massaie, che talvolta con pochissimi ingredienti erano in grado di preparare zuppe da re!
E sembra che in Toscana, la zuppa di ceci, abbia fatto la sua comparsa nel 1077 in occasione del pranzo che la marchesa Matilde di Toscana aveva fatto preparare in onore della riappacificazione avvenuta tra papa Gregorio VII e l’imperatore Enrico IV.

Forse non tutti sanno che… ceci

giovedì 2 aprile 2026

Pan di Ramerino di Giovanni Righi Parenti

 
Pan di Ramerino

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“E pensare che c'è gente che passa le giornate a scrivere su Facebook
frasi storiche sull'importanza degli affetti familiari.
Non so se siano fortunati o solo ingenui”
(L.Brilli, Fate come se non ci fossi)
 

Dal diario di bordo dei De Win's (per tacer dei gatti...)
Marito vs. divisa
15 kg in più e la camicia della divisa pare pronta a esplodere con una mitragliata di bottoncini sparati per ogni dove.
Come già sappiamo urge dieta!
Lunedì pomeriggio lo vedo armeggiare in cucina con un avanzo di Torta Tenerina. 
Lo guardo senza commentare.
Al che lui, piattino di torta munito, prima di lasciare la cucina mi dice, come sempre, imperturbabile: “Per accelerare il metabolismo bisogna fare almeno 5 pasti al giorno!”
Sipario #maiunagioia

 
Racconta Giovanni Righi Parenti: “Il Pan di Ramerino è il tipico pane della Quaresima che un tempo veniva preparato per il Giovedì Santo. Un tempo era un pane più saporito del solito in quanto veniva aggiunto all’impasto del ramerino (rosmarino) macinato quindi mescolato all’olio di oliva insieme a un pizzico di sale e a una nuvola di pepe (aggiunta facoltativa).
Il dolce in questo pane antico non c’entrava nulla se non che, verso il XVII sec., pare che si incominciasse a consumarlo per tutta la Quaresima anticipando la moda odierna che lo fa trovare, nelle migliori panetterie, tutto l’anno. La ricetta attuale, come potete leggere, è molto diversa da quella di un tempo”
 
Io al posto del lievito di birra (l’autore consiglia 30 gr per 500 gr di farina) ho preferito usare il lievito madre essiccato in polvere. L’uvetta l’ho fatta macerare un’oretta in un bicchierino di vin santo. Prima di infornare ho spennellato i panini con un uovo sbattuto anziché con l’olio e alla fine della cottura li ho lucidati con uno sciroppo di zucchero.

 
Pasqua con l’Antro dell’Alchimista

domenica 22 marzo 2026

Crostino con Salsiccia e Pecorino

Crostino con Salsiccia e Pecorino


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Si sa che queste mie zone sono la patria del crostino ma, ci sono crostini e crostini, e farli come Cristo comanda, con il pane scrocchiarello e l’amalgama dei sapori giusti, è un’arte per pochi. Ieri ho fatto una sorpresa a Marco: per pranzo, al suo rientro da Roma gli ho fatto trovare questi squisiti crostini. In realtà quando è rientrato mi ha trovato a smadonnare, in crisi di semi pianto, con il nuovo cavalletto della reflex e, fino a che la foto ai crostini non è stata fatta, non ha potuto fare altro che annusarli. Con sua buona pace intorno alle 14.45 è riuscito ad addentarli, anche se la foto a me non garba più di tanto, ma lui aveva fame!

venerdì 6 marzo 2026

Pappa col Pomodoro

Pappa col Pomodoro

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… qualche riga su cui riflettere …
“Il vero piacere della minestra non sta nel mangiarla,
ma nel prepararla e nella sua lunga anticipazione acuita dagli aromi.
Dalla magia”
(S.Agnello Hornby e M.R.Lazzati, La cucina del buon gusto)

Marito vs. lavastoviglie
Io: “Ma perché non hai messo la tazza in lavastoviglie? La stavo facendo partire… … …”
Lui: “Ah sì? Credevo che non partisse a causa dello sciopero…”
… ecco … io boh…
#maiunagioia

Dopo una carrellata di dolci degli ultimi post, prendiamoci una pausa salata. Il riciclo del pane secco crea zuppe favolose (almeno qui in Toscana). La pappa col pomodoro è la mia preferita e non solo mia anche dell’adolescente e dell’inossidabile De Win perché alla fine ti ricorda il pane e sugo che qui a casa è sempre la merenda più ambita. La pappa al pomodoro non è necessariamente una zuppa invernale perché servita a temperatura ambiente è perfetta da proporre anche durante una cena estiva e se viene servita in piccole ciotoline monoporzioni è perfetta per un aperitivo o un apericena.

Forse non tutti sanno che… pappa col pomodoro

lunedì 9 febbraio 2026

Crogetti

Crogetti

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… qualche riga su cui riflettere …
“Non è casuale che ad avere successo siano le cose semplici,
perché costano poco, perché non creano complicazioni e si replicano facilmente,
perché il piacere della semplicità si condivide senza sforzo,
e va di pari passo con la semplicità del piacere”
(M.Montanari, Il sugo della storia)

Intanto che friggo crogetti arriva in cucina l'adolescente per fare merenda e mi dice: "Ma lo senti il papà? Ma che ha sempre da SMOCCOLARE? Sembra PAPERINO… non sta mai zitto! Sempre a dire blablablablablabla…."
😂😂😂😂
#maiunagioia

Crogetti time
E' la settimana di carnevale o friggo ora o passo il turno anche quest’anno e aspetto il Carnevale 2020.
Non amo assolutamente friggere e lo sapete benissimo. Da me tutto quello che dovrebbe essere fritto finisce inesorabilmente nel forno. Ma oggi ero andata in fissa con i crogetti. E’ da 12 anni che abitiamo qui e ancora non avevo mai preparato il dolce tipico di carnevale di queste zone. La ricetta di questi crogetti l'ho presa dal libro "La cucina di Chianciano e del Monte Amiata" ma ho fatto alcune modifiche. La ricetta del libro, infatti, prevede di usare come liquore rum e rosolio, io ho preferito stare sul territorio utilizzando il Vin santo.
Cercare tutti pezzi della mia piccola friggitrice è stata una vera caccia al tesoro che ci ha portato a  svuotare angoli remoti e “dimenticati” dei mobili della cucina, alla fine però abbiamo rimontato tutto e, con grande gioia dell'inossidabile De Win, abbiamo dato inizio alla settimana di frittura nella cucina dell’Antro.
Comunque devo ammettere di essere soddisfatta. I crogetti sono venuti leggerissimi, assolutamente non unti e irrorati con un miele d’arancio, che preferisco allo zucchero a velo, sono la fine del mondo.
Aggiungo, visto che me lo state chiedendo in molte, che dentro non rimangono completamente vuoti ma presentano una consistenza abbastanza friabile che ricorda una delicata pasta frolla.

Forse non tutti sanno che… crogetti

domenica 11 gennaio 2026

Zuppa di Cavolo Nero

Zuppa di Cavolo Nero

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La Zuppa di Cavolo Nero è una ricetta tipica del senese. Umilissime sono le sue origini per un piatto di grande gusto che nelle fredde giornate invernali scalda il corpo e l’anima di chi ha la fortuna di poterlo assaggiare. A differenza della ribollita, in questa zuppa non ci sono fagioli o altre verdure, il cavolo nero è il protagonista indiscusso di questa preparazione.
Il cavolo nero, conosciuto anche come “cavolo nero di Toscana” o “cavolo a penna”, è un tipo di cavolo dalle lunghe foglie color cipresso scuro, con sfumature bluastre che si trova, da novembre ad aprile, negli orti toscani. E’ una pianta molto resistente al freddo e i migliori cavoli neri si hanno dopo le gelate tardo autunnali, poiché il gelo ne intensifica e migliora il sapore che è molto più intenso e marcato rispetto agli altri cavoli e si caratterizza per una lieve nota piccante.
Come scegliere un buon cavolo? Le foglie devono essere di un bel verde intenso, turgide, senza parti marce. Se ci sono foglie ingiallite, scartatelo perché significa che il cavolo nero è vecchio!
Il cavolo nero contiene pochissime calorie e per il nostro organismo rappresenta una grande fonte di benessere per le sue molteplici proprietà: previene alcune forme tumorali, ha effetti depurativi, antivirali e decongestionanti.

Forse non tutti sanno che... cavolo nero

sabato 7 dicembre 2024

Ribollita con Pane Integrale ai Semi di Zucca

Ribollita con Pane Integrale ai Semi di Zucca e Crumble di Formaggio

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Con questo freddo non c’è niente di meglio di una zuppa che scalda il cuore e nel caso della ribollita il cuore lo scalda e lo riscalda e lo riscalda ancora e giorno dopo giorno la zuppa diventa ancora più buona. La Ribollita è un gioiello della cucina toscana, un piatto di umilissime origini dove il detto “piatto avanzato l’è meglio gustato” non potrebbe essere più azzeccato. Una volta non si buttava via niente, soprattutto il pane secco che ben si prestava ad essere riciclato, insieme ad altri ingredienti dell’orto umili ma genuini, in succulente pietanze. Il nome “ribollita” si rifà al fatto che questa zuppa veniva preparata in grandi quantità, dalle massaie di una volta, per poi essere via via riscaldata al momento del bisogno e ad ogni riscaldata diventava sempre più appetitosa! Protagonista indiscusso della Ribollita è il cavolo nero, che dopo le gelate tardo autunnali esprime il meglio di sé.
La ricetta della ribollita proposta oggi l’ho arricchita con un avanzo di pane integrale ai semi di zucca  e uno sfizioso crumble ottenuto con le cialde croccanti di formaggio cotto al forno.
 
Forse non tutti sanno che…  Zuppe Toscane

domenica 27 ottobre 2024

Pan co’ Santi di Giovanni Righi Parenti

Pan co’ Santi

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“Passiamo così tanto tempo concentrandoci sul futuro e
su ciò che ci aspetta che ci dimentichiamo di essere qui nel presente.
La prossima volta che si va a cena o si mangia un pezzo di cioccolato,
trascorrere qualche minuto prestando attenzione al gusto, alla consistenza e agli aromi.
Questo esercizio vi aiuterà a connettervi al presente e
a godervi l'esperienza piuttosto che passarci sopra”
(Madeleine Langlais, Risveglio spirituale)
 
 
Dal diario di bordo dei De Win’s (per tacer dei gatti…)
Andiamo nel bosco dell’Amiata a raccogliere le castagne…
Il marito è molto perplesso di questa mia idea e mi dice: “Non sei nemmeno vestita adatta… e poi – aggiunge con aria schifata - che pensi di fare? Di raccogliere le castagne che stanno per terra???!!!”
Io: “Assolutamente no, salgo sull’albero e le prendo direttamente dal ramo!”
Lui: “E senza guanti come fai a non pungerti?”
Io #maiunagioia
 
Il Pan co’ Santi è un dolce classico della tradizione contadina senese che viene preparato in occasione della festa di Ognissanti. Una volta veniva rigorosamente preparato in casa, oggi invece lo si trova in tutti i forni e pasticcerie ma solo in questo periodo dell’anno che va dalla metà di Ottobre ai primi giorni di Novembre. Io lo adoro. Mi garba la verve del pepe nero, la croccantezza delle noci e quel gusto leggermente dolce senza però essere troppo invasivo (come sapete a differenza di marito e figlio io non amo molto i “dolci” troppo dolci). Farlo in casa è veramente semplice, replicare i gesti della tradizione contadina con pochi ingredienti di facile reperibilità lo rende buono, ma di quel buono che solo un pane che racconta storie passate sa essere. La ricetta che vi posto è quella "storica" di Giovanni Righi Parenti narrata con quella poesia che caratterizza tutti i suoi libri di cucina.
 
Forse non tutti sanno che… Il Pan co’ Santi raccontato da Giovanni Righi Parenti

martedì 7 novembre 2023

Castagnaccio

Castagnaccio

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“Il castagnaccio fa parte di quelle “preziose” ricette della tradizione povera contadina perché la castagna era un alimento molto diffuso che stava alla base della loro alimentazione, di poco costo e di grandissimo nutrimento.
All’origine il castagnaccio era un piatto estremamente povero ma assai nutriente fatto solamente con farina di castagne e acqua, veniva considerato uno “sfamicafamiglie” poiché era un alimento sì povero ma sostanzioso e, riempendo velocemente, in grado di levare la fame nei tempi di miseria.  Talvolta quando l'orto lo permetteva si usava anche il rosmarino e quando c'era la spremitura delle olive lo si condiva con un goccio d'olio "nòvo"; solo in seguito, con l'arrivo del "benessere", sono stati aggiunti tutti gli altri ingredienti.

sabato 24 dicembre 2022

Ricciarelli

Ricciarelli

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A casa nostra con le prime nebbie appare anche l’inconfondibile profumo di ricciarelli appena sfornati. E’ ormai diventato a tutti gli effetti un “profumo di casa”, che sta ad indicare che piano piano arriva il Natale. Sul mio libro "Dolci della Tradizione Toscana" ho ricostruito un po’ quella che è l’origine antica e misteriosa di questi dolci, con informazioni raccolte da diverse fonti in primis i libri del Righi Parenti.  Mi si permetta l'autocitazione: “I Ricciarelli sono un dolce tipico senese di antichissime origini. Venduti nelle spezierie medievali andavano ad arricchire le tavole dei Signori del tempo. Questi dolci nascono da un marzapane senese composto in parti uguali da miele e mandorle, in epoca più recente il miele viene sostituito dallo zucchero. Una menzione particolare viene fatta a certi “marzapani preparati secondo la moda di Siena” in occasione del matrimonio di Caterina Sforza con Gerolamo Riario (1447). Tra mito, storia e leggenda si narra che il senese Ricciardetto della Gherardesca, rientrando dalle crociate in Terra Santa, avesse portato con sé questi dolci stranieri. Erano composti di una pasta “marzapane”, a grana grossa, lavorata con un impasto di canditi e vaniglia, cotta in forno dopo averla formata a piccole losanghe e arricciata all'estremità.”

venerdì 23 dicembre 2022

Crostoni di Fegatini

Crostoni di Fegatini

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In questi crostini con i fegatini c'è tutto il buono della Toscana. I crostini sono il classico antipasto delle feste e se preparati in casa sono ancora più buoni!

sabato 17 dicembre 2022

Panforte Margherita

Panforte Margherita

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C’è un dolce che da sempre mi garba da morire, e che secondo me rappresenta il gusto e il profumo del mio Natale per eccellenza: il panforte. Quest’anno non l’ho comprato… ebbene no! Da brava food blogger, dopo pandori, panettoni, ricciarelli, biscotti e tanti altri dolci, ho messo le mani in pasta e seguendo la ricetta tradizionale del Panforte Margherita o Bianco che il Righi Parenti ha preso dal “Libro de’conti” anno 1880 me lo sono confezionata da sola con enorme soddisfazione! E vi dirò in tutta franchezza che non è assolutamente una preparazione difficile!

Forse non tutti sanno che… Panforte Margherita

lunedì 4 settembre 2017

Panzanella Ricca

Panzanella Ricca

Junio davanti alla panzanella ricca: "Babbo, guarda!!! Oggi mamma ha fatto un pranzo stile animazione per bimbi!!!!".
Ecco sono ancora in attesa di capire cosa intenda dire con “pranzo stile animazione per bimbi”.
Voi magari avete qualche idea????
 
Non so da voi ma qui le giornate sono diventate meravigliosamente autunnali, addirittura nel nostro Tirolo, dove stavamo sino a settimana scorsa, la neve ha già imbiancato tutto e l’inossidabile De Win mi ha fatto la fatidica domanda “Una sera mi prepari le sagne e fagioli?”.
Ma di giorno ci spariamo le ultime cartucce di pranzi estivi e questa panzanella che in realtà doveva essere per tre persone è finita tutta nelle fauci dell’adolescente di casa che questa estate ha sviluppato un bellissimo rapporto d’amore con i pomodori!
La ricetta originale della panzanella la trovate qui, quella che invece vi propongo oggi è una versione più ricca e decisamente scenografica che provocherà nei vostri commensali il famoso "effetto wow!”. Potete preparare la panzanella in una lunga baguette che taglierete a fette una volta portata in tavola, oppure utilizzare filoncini di pane "monoporzione".
 
Forse non tutti sanno che… la Panzanella raccontata da Giovanni Righi Parenti

lunedì 9 gennaio 2017

Polenta con Trippa alla Fiorentina

Polenta con Trippa alla Fiorentina

Sinceramente volevo iniziare l’anno con qualche ricetta dietetica per smaltire i bagordi delle feste, però con questo freddo una bella polenta calda accompagnata da una squisita trippa alla fiorentina ci sta proprio tutta! Intanto basta poi mettere piede fuori (non so voi ma qui da me siamo abbondantemente sotto lo zero) per smaltirla all’istante!
La trippa alla fiorentina, una ricetta “povera” della cucina Toscana,  un piatto economico, sempre squisito. Pochi ingredienti (trippa, olio, cipolle, sedano, carote, pomodori e aromi dell’orto) per un piatto sostanzioso da leccarsi i baffi
 
Forse non tutti sanno che… Trippa

mercoledì 18 maggio 2016

Bico

Bico

Il bico è una sorta di schiacciata fatta con farina, acqua, lievito, olio, un pizzico di sale e cotta nel forno a legna. E’ una antica ricetta toscana, un pane tipico di Piazze, piccola frazione di Cetona in provincia di Siena. Si tratta di un pane povero, di origine antichissima, nato da un impasto di acqua e farina che veniva poi messo a cuocere sotto la cenere. È una via di mezzo tra la torta al testo umbra e la piadina romagnola e questo potrebbe spiegarsi considerando che per Piazze passava una delle bretelle che collegavano la strada dell’Alpe di Serre alla via Francigena attraverso l’Umbria, pertanto i molti passaggi di viandanti permettevano di venire in contatto con usi e costumi forestieri.
Mano a mano che la dispensa si arricchisce di nuovi prodotti anche il bico diventa più ricco, all’impasto base di acqua e farina si aggiungono il lievito madre o un pizzico di bicarbonato o qualche scheggia di lievito di birra, l’olio extravergine d’oliva e il sale. Nelle epoche passate veniva consumato così come pane o al massimo accompagnato da quello che la terra e l’orto regalavano in base alla stagionalità e alla fantasia della massaia di una volta che riusciva a creare con il poco a sua disposizione delle pietanze molto gustose. Ma quello che rende il bico delizioso è proprio il prestarsi ad essere farcito, e oggi che c’è ampia possibilità di scelta le farciture sono diventare ricche spaziando dai salumi ai formaggi del territorio per lasciare comunque ampio margine alla creatività e alla fantasia della cuoca nelle infinite varianti sia salate che dolci. (di L.De Vincentis per Siena Free.it)


Forse non tutti sanno che… la Sagra del Bico a Piazze (Cetona)

venerdì 5 febbraio 2016

Strufoli Toscani o Palle d’Oro

Strufoli Toscani o Palle d’Oro

Ci scommetto che pochissimi di voi sanno che anche in Toscana nel periodo di Carnevale si preparano gli strufoli, che sono ben diversi dagli struffoli Campani, anche nel nome se ci fate caso.
Gli struffoli toscani sono grandi all’incirca quanto un uovo, sono morbidissimi all’interno e leggermente croccanti all’esterno, vengono intinti nel miele ed essendo toscani, il Vin Santo negli ingredienti non può certo mancare.

martedì 9 dicembre 2014

Ricciarelli al Cacao e Fior di Sale

 Ricetta Ricciarelli al Cacao e Fior di Sale

Ogni anno a Natale, come da tradizione, nella cucina dell’Antro si sfornano decine e decine di questi favolosi e morbidissimi biscotti tipici della tradizione senese: i Ricciarelli.
Quest’anno però ho voluto provarli in una versione decisamente “eretica”: al cacao e fior di sale. Nulla di così complicato, sono partita dalla ricetta tradizionale dei ricciarelli che potete trovare qui a cui ho aggiunto del cacao in polvere e fiore di sale. Esperimento azzeccatissimo: mandorle, cacao e quella delicatissima sapidità sono un perfetto connubio di sapori. Provare per credere!

mercoledì 17 settembre 2014

Panzanella con Pane di Segale Integrale

L'Antro dell'Alchimista di Laura De Vincentis

La panzanella è un piatto estivo contadino di umilissime origini ma dal gusto ottimo e rinfrescante. Un piatto tipicamente estivo della zona del senese e dell’aretino, che in estate veniva portato nei campi da chi, per lavoro, restava fuori casa tutto il giorno. Pochi e semplici ingredienti per una preparazione molto semplice e di poco costo. Si prepara con del pane toscano raffermo e con le verdure di stagione dell’orto. Qui trovate la ricetta della “panzanella” originale, quella a base di pane toscano“raffermo”.
Quella che vi propongo oggi utilizza invece del pane di segale che conferisce alla preparazione una nota “rustica” in più. Non metto le dosi precise semplicemente perché la panzanella è una ricetta del riciclo che si prepara con quello che c’è.

Forse non tutti sanno che... Sale Murray River